10 Marzo 2016 admin

Certificato di AGIBILITA’

agibilità1Che cos’è il certificato di agibilità?

Il certificato di agibilità, disciplinato dagli artt. 24 – 26, Titolo III, del Testo Unico dell’Edilizia(d.p.r. 380/201) è un documento che attesta il verificarsi delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità di un immobile e dei suoi impianti, sulla base delle prescrizioni della normativa vigente.

Si tratta quindi di una certificazione indispensabile per poter abitare un immobile, tanto che un tempo era denominato certificato di abitabilità, e si parlava diagibilità solo per immobili destinati ad altri usi, come uffici o locali commerciali.
Oggi, invece, si usa indistintamente la locuzione agibilità, anche perché gli adempimenti necessari per entrambe le certificazioni erano essenzialmente gli stessi.

Il certificato di agibilità è importante per poterlo alienare, cioè vendere, fittare o donare, quindi è necessario esserne in possesso quando si procede a stipulare un atto di compravendita o di donazione o quando si stipula un contratto di locazione.
In realtà un immobile può essere alienato anche senza il certificato, perché può essere già stata presentata la richiesta, ma non rilasciato. Tuttavia è preferibile informarsi della sua esistenza per essere certi che l’immobile abbia i requisiti per poter essere abitato.

Quando va richiesto il certificato di agibilità?

Il certificato di agibilità va richiesto al Comune dal titolare del Permesso di Costruire o di altro titolo abilitativo, ogni volta che viene ultimata una nuova costruzione, realizzato un ampliamento o sopraelevazione, o comunque viene effettuato un intervento di ristrutturazione edilizia che comporti delle modifiche sostanziali delle caratteristiche sopra indicate, come quando si procede al rifacimento degli impianti, entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori.

Anche quando si effettua un cambio di destinazione d’uso è necessario richiedere l’agibilità, perchè le condizioni richieste per un alloggio possono essere differenti da quelle necessarie per un negozio, un ufficio e così via.

La mancata richiesta del certificato entro quindici giorni dall’ultimazione dei lavori, comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria che può andare da 77 a 464 euro.

Come richiedere il certificato di agibilità

La domanda per richiedere il Certificato di Agibilità, a cui spesso viene richiesta l’apposizione di una marca da bollo di valore corrente, va indirizzata allo Sportello Unico dell’Edilizia del Comune in cui è ubicato l’immobile e deve essere corredata dalla seguente documentazione minima:
– ricevuta dell’avvenuta richiesta di accatastamento presentata all’ex Agenzia del Territorio;
– dichiarazione dello stesso richiedente attestante la conformità dei lavori eseguiti al progetto approvato, l’avvenuta prosciugatura dei muri e la salubrità degli ambienti;
– dichiarazione di conformità degli impianti rilasciata dall’impresa installatrice, nonché certificati di collaudo degli stessi, laddove siano previsti;
– certificato di collaudo statico laddove siano previsti interventi strutturali;
– dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche.

Ferme restando le considerazioni illustrate dettate dalla normativa nazionale, il rilascio del certificato può richiedere un iter diverso in ambito locale. Per questo è necessario far riferimento sempre al Regolamento Edilizio comunale e alle Norme di Attuazione della locale strumentazione urbanistica.

Ad esempio, ulteriori documenti che possono essere richiesti, nel caso di edilizia residenziale, possono essere i seguenti:
– autorizzazione allo scarico in fognatura delle acque reflue;
– certificazione comprovante l’allacciamento all’acquedotto comunale;
– copia della comunicazione prevista dalla Legge per il funzionamento dell’ascensore;
– richiesta di assegnazione del numero civico;
– attestato di certificazione energetica redatto da tecnico estraneo alla progettazione ed esecuzione dell’opera.

Il certificato deve essere rilasciato dal Comune entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza.
Durante questo periodo il responsabile dell’ufficio deve verificare la sussistenza dei requisiti richiesti. Il termine di 30 giorni può essere interrotto solo una volta (entro i primi 15 giorni) per richiedere eventuale documentazione integrativa. Dopo tale interruzione decorrono nuovamente 30 giorni.

In caso di mancata risposta, resta valido il silenzio assenso se è stato espresso il parere positivo preventivo dell’Azienda Sanitaria Locale competente.

Certificato di agibilità con autocertificazione del tecnico

Il decreto legge n. 69/2013 (Decreto del Fare) ha introdotto la possibilità di ottenere il certificato di agibilità con un’autocertificazione del Direttore dei Lavori o di un altro tecnico incaricato, che attestino la sussistenza dei requisiti richiesti.

In questo caso la documentazione minima richiesta dovrà comprendere:
– avvenuta richiesta di accatastamento;
– dichiarazione di conformità degli impianti da parte dell’impresa installatrice;
– collaudo statico e certificazione di conformità antisismica;
– relazione relativa al superamento delle barriere architettoniche;
– relazione sulla sussistenza delle condizioni sanitarie richieste.

Anche questa opportunità potrà essere regolamentata dalle varie Regioni con delle norme attuative locali.

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